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Martedì, 7 Febbraio, 2017 - 12:34
«Sono inchiodato al letto: chiedo solo di morire»
Dj Fabo è diventato cieco e tetraplegico dopo un incidente stradale. Grazie all'aiuto dell'Associazione Luca Coscioni ha lanciato un appello al Capo dello Stato: «Vorrei poter scegliere di morire senza soffrire».

«Sono inchiodato al letto: chiedo solo di morire»

Articolo di Luca Tavecchio sul Quotidiano Nazionale - «È scandaloso che un gruppo di parlamentari non abbia il coraggio di prendere la situazione in mano per tanti cittadini che vivono come me». È questo l'ultimo appello che Fabiano Antoniani, alias Dj Fabo, ha rivolto ai politici di casa nostra, affinché si diano una mossa e liberino la legge sul fine vita dall'inerzia che l'intrappola da più di tre anni a Montecitorio.

Ma più che le parole, sono la fatica nel pronunciarle e la rabbia che quella fatica suggerisce a lasciare il segno. Fabiano infatti è costretto a letto, immobile e cieco, da oltre due anni. Da quando cioè la sua auto è andata sbattere contro il guard rail dell'autostrada e poi contro un altro mezzo, costringendolo - come dice lui stesso - «a letto, immerso in una notte senza fine».

Non è la prima volta che Dj Fabo prova ad accendere l'attenzione di tutti sulla tragedia di chi vive «senza vita». Qualche settimana fa, si era rivolto direttamente al presidente della Repubblica Sergio Mattarella con un video che aveva fatto il giro del web: «Signor presidente, sappiamo che non spetta a lei approvare le leggi. Le chiediamo però di intervenire affinché una decisione sia presa. Per lasciare ciascuno libero di scegliere fino alla fine». In quel video Fabiano raccontava, con la voce della sua fidanzata Valeria Imbrogno, la sua storia. La storia di un ragazzo che fino a 37 anni ha vissuto «libero, un po' ribelle». Che ha fatto di tutto nella vita, «l'assicuratore, il geometra, il broker», anche se la sua «passione più grande è sempre stata la musica». Ed è stata quella passione a farlo diventare Dj Fabo: «Suonare per gli altri - racconta nel suo video appello a Mattarella - mi faceva felice, mi permetteva di sognare e di dare un tocco magico alla mia vita». Poi l'avventura in India, insieme a Valeria, per seguire la sua passione ma anche per conoscere da vicino un mondo lontano e diverso. Lui viene chiamato a suonare, Valeria si occupa di progetti d'inclusione sociale per i bambini più poveri.

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La notte del 13 giugno 2014, lo schianto, l'ospedale. Il verdetto di una diagnosi terribile. E l'inizio di una nuova vita. «Non ho perso subito la speranza - racconta ancora Dj Fabo -. In questi anni ho provato a curarmi, anche sperimentando nuove terapie, purtroppo senza risultati. Da allora mi sento in gabbia. Non sono depresso, ma non vedo più e non mi muovo più». Un'immobilità assoluta che fa ancora più male di fronte alla vitalità curiosa e irrequieta che l'ha preceduta. Per questo la richiesta di Fabiano è netta: «Vorrei poter scegliere di morire senza soffrire». Una richiesta a cui nessuna istituzione però può dare una risposta. Visto che una legge sull'eutanasia non esiste. Gli unici che hanno dato ascolto a Fabiano sono quelli dell'Associazione Luca Coscioni.

Valeria, la fidanzata di Fabiano, pratica la boxe ad alti livelli ed è proprio con la grinta di un pugile che ha intrapreso la battaglia che fu di Piergiorgio Welby prima e di Beppino Englaro più recentemente. Un corpo a corpo con la lentezza del Parlamento e l'opacità degli interessi politici. Ora anche il Vaticano sembra aver cambiato rotta sul fine vita. E chissà che non sia arrivato il momento del colpo da ko per l'immobilismo della politica italiana.