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Lunedì, 19 Giugno, 2017 - 16:17
BioTestamento: per boicottare la legge, ora chiedono un registro nazionale
Nanni Costa, direttore CNT, ha spiegato in Commissione perché non serve un registro nazionale. Avvenire e pochi altri, cavalcano invece la richiesta di istituzione. Perché?

BioTestamento: per boicottare la legge, ora chiedono un registro nazionale

“Serve un registro nazionale, la legge è da cambiare”. E’ questo il nuovo mantra di chi non vuole una legge sul testamento biologico. Ma è vero che un registro unico e nazionale serva? Nanni Costa, direttore del Centro Nazionale Trapianti (CNT), ossia direttore dell’organismo che dovrebbe tenere il registro, audito in Senato sulla proposta di legge ha risposto “no”.

Incalzato dalla presidente De Biasi, a maggio Costa ha detto: “Apprezzo l’impianto delle DAT per la gran parte. Credo, però, che la tempistica delle DAT non sia tale da richiedere un accesso informatico a un registro. Non credo abbia una logica chiara far arrivare le DAT in un unico punto nazionale". Non solo, Nanni Costa ha specificato che un registro non sarebbe né sinonimo di autenticità delle DAT, né avrebbe la funzione di facilitarne la reperibilità. Giustamente ha poi osservato che sarebbe assurdo non far valere un testamento biologico non depositato presso il registro, una volta che sia correttamente autenticato.

Ma allora perché Avvenire e i pochi contrari alla legge ora cavalcano la richiesta di istituire un registro unico? E perché ne richiedono l’istituzione emendando la legge invece di usare la strada degli ordini del giorno? La richiesta è strumentale – tanto che non è stata avanzata alla Camera quando ce n’era la possibilità – e serve a nient’altro che a boicottare l’approvazione della legge, ben sapendo che se il Senato optasse anche per una sola modifica al testo, la legislatura finirebbe ancor prima di una seconda lettura confermativa alla Camera. Questo vorrebbe dire interrompere di fatto l’iter della proposta e concludere anche questa legislatura senza una legge.

Matteo Mainardi