eutanasialegale

Mercoledì, 18 Luglio, 2018 - 15:27
Englaro: «Ho lottato per mia figlia»
La Regione Lombardia dovrà risarcire Beppino Englaro con 164mila Euro. Il padre di Eluana: «Ho fatto questa battaglia per mia figlia che era una meravigliosa giovane donna con le idee molto chiare sulla vita e sui pericoli di una rianimazione forzata».

Englaro: «Ho lottato per mia figlia»

Regione Lombardia dovrà risarcire Beppino Englaro, papà di Eluana, la giovane lecchese morta nel 2009 in una clinica friulana dopo essere rimasta in stato vegetativo per 18 anni.

La Giunta regionale lombarda ha deliberato il prelievo di 164.453 Euro dal "fondo rischi contenzioso legale" per chiudere in via definitiva la battaglia legale con la famiglia Englaro. Battaglia ingaggiata in seguito al rifiuto della sanità lombarda di staccare le macchine che tenevano biologicamente in vita Eluana nonostante la sua volontà accertata dalla magistratura.

Per chi non lo ricorda, il caso riguarda la decisione assunta nel 2009 da Roberto Formigoni. Il Governatore della Lombardia vietò la sospensione delle terapie su tutto il territorio regionale lombardo e ciò mise nelle condizioni il padre di Eluana di trasferire la figlia in una clinica in Friuli Venezia Giulia. E non perchè lì non ci fossero regole da rispettare, ma per dare attuazione alla sentenza della Cassazione che autorizzava la sospensione dell'accanimento terapeutico operato sul corpo di Eluana.

A causa dell'operato di Roberto Formigoni, la condanna alla Regione Lombardia a risarcire la somma di "132.956,78 euro, oltre accessori, di cui 12.965,78" per il trasporto, la degenza e il piantonamento. In totale 146.587 euro più 17.866 d'interessi legali, ossia 164.453 Euro.

Così Beppino Englaro, intervistato dal Giornale di Lecco, commenta la notizia del risarcimento che riceverà dal Pirellone: «Cosa vuole che m'importi dei soldi. Ho fatto questa battaglia per mia figlia che era una meravigliosa giovane donna con le idee molto chiare sulla vita e sui pericoli di una rianimazione forzata. E anche con Regione Lombardia sono andato fino in fondo. Ma per me non è mai stata una sfida. Le nostre lotte – mie e di mia moglie Saturna – sono cominciate nel momento in cui altri hanno deciso per la vita di nostra figlia».