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Lunedì, 19 Giugno, 2017 - 12:27
I gesuiti dicono sì alla legge sul testamento biologico
La rivista dell'istituto religioso da cui proviene Bergoglio apre al testamento biologico: «il progetto di legge promuove la consapevolezza della complessità delle questioni, afferma il principio del consenso ai trattamenti e il rifiuto di ogni irragionevole ostinazione terapeutica, imposta una relazione tra medico e paziente centrata sulla pianificazione anticipata delle cure».

I gesuiti dicono sì alla legge sul testamento biologico

Forniamo di seguito una sintesi dell'articolo "Chiesa, tracce di una storica svolta sul testamento biologico" di Francesco Peloso pubblicato su Lettera43. Qui è possibile leggere l'articolo completo.

La legge sulle "disposizioni anticipate di trattamento" (Dat), cioè la nuova versione del testamento biologico, già approvata dalla Camera e ora all'esame del Senato, ha ricevuto il giudizio positivo di Aggiornamenti sociali, la rivista dei gesuiti italiani. È stata infatti considerata una buona mediazione fra diverse esigenze, soluzione equilibrata che può dunque essere condivisa. La presa di posizione della testata, avvalorata dal suo "gruppo di studio sulla bioetica", è un punto di svolta.

Il mondo cattolico esce dalla cittadella fortificata dei principi non negoziabili assunti come dogma politico-teologico degli ultimi decenni, per dare un consenso ragionato e inclusivo a una legge attesa da molti anni in Italia e che per altro non ha ancora visto la luce. Ma c'è da credere che, per varie ragioni, la posizione espressa da Aggiornamenti sociali sia destinata a pesare nel proseguimento del dibattito e dell'iter legislativo. Si tratta di un "via libera" che parla inevitabilmente almeno a una parte del mondo cattolico impegnato in politica e che è schierato trasversalmente nei vari gruppi parlamentari.

In sintesi, si spiega nel lungo articolo, «il progetto di legge promuove la consapevolezza della complessità delle questioni, afferma il principio del consenso ai trattamenti e il rifiuto di ogni irragionevole ostinazione terapeutica, imposta una relazione tra medico e paziente centrata sulla pianificazione anticipata delle cure, non presta il fianco a derive nella direzione dell'eutanasia».

D'altro canto il progetto è andato avanti tenendo conto delle diverse sensibilità presenti anche a livello politico, è stato oggetto di emendamenti e di discussione accese; per esempio si stabilisce che di fronte a progressi in campo medico tali da poter indurre il dottore a compiere una scelta diversa da quella richiesta nelle Dat, ciò è consentito; ma si tratta pur sempre di eccezioni all'interno di un quadro normativo abbastanza coerente.

[...] Nel testo pubblicato da Aggiornamenti sociali c'è un punto destinato a far crollare le certezze delle posizioni cattoliche più chiuse in materia, quello che riguarda idratazione e alimentazione nei pazienti in coma. [...] Sulla rivista della Compagnia di Gesù si legge: «Una questione controversa riguarda la nutrizione e idratazione artificiali (Nia), che il progetto di legge include fra i trattamenti che possono essere rifiutati nelle Dat o nella pianificazione anticipata». Nella riflessione cattolica «si è spesso affermato che questi mezzi sono sempre doverosi; in realtà la Nia è un intervento medico e tecnico e come tale non sfugge al giudizio di proporzionalità. Né si può escludere che talvolta essa non sia più in grado di raggiungere lo scopo di procurare nutrimento al paziente o di lenirne le sofferenze. Il primo caso può verificarsi nella malattia oncologica terminale; il secondo in uno stato vegetativo che si prolunga indefinitamente, qualora il paziente abbia in precedenza dichiarato tale prospettiva non accettabile. Poiché non si può escludere che in casi come questi la Nia divenga un trattamento sproporzionato, la sua inclusione fra i trattamenti rifiutabili è corretta». E questo è appunto il cuore della svolta (il secondo caso, lo stato vegetativo che si prolunga indefinitamente era appunto quello di Eluana Englaro) che d'altro canto accetta quanto la medicina e la scienza hanno dato per acquisito ormai da tempo. [...]