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Martedì, 21 Marzo, 2017 - 12:50
Manconi: «In ultima istanza, chi è il titolare della decisione finale?»
Pubblichiamo di seguito un estratto dell'intervista di Giulia Merlo a Luigi Manconi, presidente della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani al Senato e dirigente dell'Associazione Luca Coscioni. E' possibile leggere l'intervista completa a pagina 8 de "Il Dubbio" di oggi.

Manconi: «In ultima istanza, chi è il titolare della decisione finale?»

Mentre nella giornata di oggi riprende il dibattito alla Camera dei Deputati della legge sul testamento biologico, dal Senato della Repubblica interviene Luigi Manconi: «Il tempo ha contribuito a maturare un orinetamento dell'opinione pubblica che oggi, secondo tutte le rilevazioni, appare in maggioranza favorevole. Non altrettanto si può dire a proposito della gran parte della classe politica».

Su quali questioni permangono le tensioni tra le forze politiche? «Sulla possibilità di chiedere l'interruzione di nutrizione e idratazione artificiali.  Io mi attengo a quanto sostenuto dalla Sinpe (Società Italiana di Nutrizione Artificiale e Metabolismo), che si è pronunciata più volte definendo la nutrizione e l'idratazione artificiali come terapie mediche». Chi si oppone si basa su un equivoco, spiega Manconi: «Si immagina che nutrizione e idratazione significhino fornire al paziente un pasto caldo e una bottiglia d'acqua. Invece non è così: si tratta di trattamenti sanitari delicati, praticati da personale specializzato. Siamo in presenza di vere e proprie cure».

Poi c'è il ruolo del medico. «L'alleanza terapeutica, il consenso informato e il coinvolgimento del medico sono principi essenziali. Esiste però una questione decisiva, che costituisce l'ispirazione profonda del testamento biologico: in ultima istanza, alla resa dei conti, chi è il titolare della decisione finale? Avute tutte le informazioni disponibili e ascoltato il parere dei medici, il paziente può assumere la propria decisione a proposito di interruzione delle cure sulla base del libero arbitrio? Io credo sia un suo diritto».

Ma che cosa succede nell'ipotesi di un paziente non più in grado di decidere? «Esiste la figura del fiduciario, o di più fiduciari: un soggetto che - godendo di una illimitata fiducia da parte del paziente e nel caso che questi non sia più in grado di intendere e di volere - interverrà per valutare quale sarebbe a suo avviso il bene che il paziente con il testamento biologico dimostrava di voler privilegiare».

Rimane il fatto che fino ad oggi l'approvazione di una legge sul testamento biologico è rimasta bloccata. L'opinione pubblica deresponsabilizza la politica incolpando la Chiesa. «L'idea che sia tutta colpa della Chiesa cattolica è un'interpretazione così sbrigativa e parziale da risultare pressoché falsa. Io penso», conclude Manconi, «che altrettanto pesante sia la pressione della cultura medica tradizionale. Una cultura, da troppo tempo autoreferenziale, che pone l'autorità del proprio sapere scientifico come dominante rispetto alla volontà del paziente».

Se sei un medico o un operatore sanitario e se sei favorevole a una legge che regolamenti il testamento biologico, firma anche tu la Carta dei medici a favore del Testamento Biologico.