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Sabato, 28 Luglio, 2018 - 15:27
Neonati, bambini, giovani e fine vita. Alcune linee guida
Nonostante la recente approvazione della legge 219/2017, in Italia mancano linee guida per la gestione del fine vita di bambini e giovani nel pieno rispetto di scelte condivise con il paziente e con i suoi familiari.

Neonati, bambini, giovani e fine vita. Alcune linee guida

Fondazione Gimbe e Fondazione Ant Italia Onlus, hanno cercato di colmare il vuoto dovuto all'assenza di procedure standardizzate, sintetizzando le più recenti linee guida del National Institute for Health and Care Excellence (Nice), l'ente non dipartimentale non dipartimentale che fa capo al Ministero della Salute nel Regno Unito. La proposta è quella di un approccio sistematico e integrato alla gestione del fine vita di neonati, bambini e giovani: dalla pianificazione dell’assistenza da parte del team multidisciplinare alle componenti del piano assistenziale anticipato, dalle raccomandazioni per erogare varie tipologie di supporto (emotivo, psicologico, pratico e sociale) a quelle per affrontare il fine vita.

Come possiamo leggere nell’introduzione alla pubblicazione “Linee guida per l’assistenza al fine vita di neonati, bambini e giovani con patologie disabilitanti” a cura di Antonino Cartabellotta, Silvia Varani e Raffaella Pannuti: “I bambini e i giovani possono essere affetti da varie patologie disabilitanti, che talora si prolungano per molti anni. Per questi pazienti l’assistenza di fine vita dovrebbe essere gestita come un processo a lungo termine che inizia al momento della diagnosi (a volte prima della nascita), rappresenta parte integrante dell’assistenza insieme ai altri trattamenti attivi della malattia sottostante e include aspetti legati all’assistenza terminale. Questa linea guida mira a standardizzare l’assistenza al fine vita di neonati, bambini e giovani affetti da patologie disabilitanti concentrandosi su alcuni importanti temi: coinvolgere bambini e giovani, insieme a familiari e caregiver, nelle decisioni relative all’assistenza; agevolare l’assistenza nel setting preferito (verosimilmente a domicilio); pianificare un'assistenza H24”.

E’ possibile consultare la pubblicazione in allegato o cliccando qui (evidence.it).