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Venerdì, 9 Giugno, 2017 - 16:36
Testamento biologico: NON CI FIDIAMO della logica burocratica dei rinvii
Sette mesi e mezzo di rinvii in meno di un anno e mezzo di lavori. Matteo Mainardi ci racconta cosa si muove in Parlamento sul testamento biologico.

Testamento biologico: NON CI FIDIAMO della logica burocratica dei rinvii

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Rinvii, rinvii e ancora rinvii. E' così che da 491 giorni il Parlamento ha posticipato di mese in mese la discussione sul testamento biologico, portandoci oggi al pericolo sempre più reale che uno scioglimento anticipato delle camere porti al naufragio il testo.

Con questa newsletter abbia sempre cercato di informarvi sui movimenti dei parlamentari: dei membri della Commissione Affari Sociali alla Camera prima, dei deputati in Aula poi, ora dei senatori che siedono in Commissione Igiene e Sanità. Forse è il momento di riguardare al percorso fatto da quel 4 febbraio 2016 a oggi. Ed è importante riguardare a questo percorso ricordando come è iniziato: con ilboicottaggio della proposta di legge popolare per la legalizzazione dell'eutanasiadepositata nel 2013, boicottaggio deliberato dall'assemblea dei capigruppo alla Camera.

All'inizio del 2016 infatti, grazie anche all'aiuto di quello che era il gruppo di Sinistra Ecologia e Libertà, riuscimmo a far calendarizzare per il 3 marzo l'avvio del dibattito sull'eutanasia. Per la prima volta nella storia repubblicana questo dibattito entrava in Parlamento. Purtroppo i deputati, per azzoppare la discussione, decisero di calendarizzare nel mese precedente il dibattito sul testamento biologico.

Da allora, dimenticato il testo che avrebbe legalizzato l'eutanasia, il testo sul biotestamento è passato dalla Commissione della Camera vedendo lì dentro ben 2 rinvii - il primo di due mesi, il secondo di un mese -, per poi passare all'Aula con ulteriori due mesi di ritardo. E dall'Aula ancora 2 rinvii - di un mese e mezzo, poi di un mese - prima di arrivare all'approvazione della Camera in prima lettura. Repentino invece il passaggio al Senato.

Il ritardo accumulato a causa dei rinvii è stato finora di 7 mesi e mezzo sui 16 mesi di discussione totale. Ritardo che potrebbe essere ora fatale per l'approvazione definitiva del testo.

Marco Cappato, radicale e promotore della campagna per la regolamentazione delle scelte di fine vita, è intervenuto sul punto: "L'impressionante sequenza di rinvii ci offre il quadro di un Parlamento totalmente inaffidabile, al di là della volontà dei singoli parlamentari. Non è infatti in discussione la passione con la quale deputati e senatori di (quasi) tutti i partiti stiano operando per offrire a cittadini, e in particolare ai malati di questo Paese una legge sul testamento biologico. Il problema è che la "logica delle cose", cioè la logica di potere dei capipartito, è tale da potere ogni volta imporre nuove urgenze sulla base delle loro esigenze ed interessi, travolgendo così gli obiettivi pazientemente costruiti nell'interesse generale. Per questo", continua Cappato, "lo diciamo chiaro: NOI NON CI FIDIAMO delle scadenze sempre fissate e mai rispettate, nonostante la buona e talvolta ottima volontà di chi le fissa. Chiediamo a tutti e ciascuno di mobilitarsi anche personalmente nei confronti dei parlamentari per scongiurare che la logica burocratica dei ritardi faccia perdere altri 5 anni di tempo ai malati che chiedono di poter scegliere come morire. Chiediamo al Senato di porre subito in votazione il testo di legge sul Testamento biologico!".

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