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Martedì, 9 Febbraio, 2016 - 16:06
Testamento biologico: prima riunione della Commissione alla Camera
Per un buon risultato della discussione, sarà determinante conquistare un'adeguata informazione dei cittadini sul dibattito parlamentare. Per questo Matteo Mainardi, il coordinatore della campagna, fornirà puntuale sintesi di ciascuna riunione con rimando al processo verbale.

Testamento biologico: prima riunione della Commissione alla Camera

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Per la prima volta nella XVII legislatura, con un colpo di mano dell'ultimo minuto per scongiurare il dibattito sull'eutanasia che inizierà a marzo, la Commissione Affari sociali della Camera ha avviato il 4 febbraio 2016 la discussione sul testamento biologico. Sono 7 le proposte di legge abbinate, le cui prime firme corrispondono a Binetti (AP eletta nella circoscrizione Lazio 1), Carloni (PD eletta nella circoscrizione Campania 1), Locatelli (Misto, PSI-PLI eletta nella circoscrizione Lombardia 1), Mantero (M5S eletto in Liguria), Murer (PD eletta nella circoscrizione Veneto 2), Nicchi (SI-SEL eletta in Toscana) e Roccella (Misto, USEI eletta nella circoscrizione Lazio 1).

Dopo l'apertura del dibattito da parte del presidente, la relatrice Lenzi (PD eletta in Emilia Romagna) illustra le proposte premettendo che vorrebbe arrivare a una legislazione di principio, a un "diritto mite" che non pretenda di regolamentare ogni singolo atto medico. Ricorda che essendo in discussione un'iniziativa parlamentare, non c'è un'esplicita scelta del Governo, così come ricorda che i voti sui singoli emendamenti saranno palesi in Commissione, ma probabilmente quasi tutti segreti in Aula lasciando ognuno solo nella decisione. Si userà come filo conduttore il testo presentato da Murer.

A differenza delle altre, le proposte di Roccella e Binetti vietano l'inserimento nelle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT) di indicazioni riguardanti alimentazione e idratazione che, secondo le proponenti, devono essere mantenute fino al termine della vita.

Sempre Roccella e Binetti chiedono la previsione che il medico possa non seguire gli orientamenti espressi dal paziente nelle DAT. In tale caso il medico sarà tenuto a sentire il fiduciario o i familiari e ad esprimere la sua decisione motivandola in modo approfondito e sottoscrivendola sulla cartella clinica o altro documento scritto allegato alla DAT. In ogni caso il medico non potrà prendere in considerazione orientamenti volti a cagionare la morte del paziente.

Amato (PD eletta in Abruzzo) interviene per sottolineare che l'esame delle proposte di legge in discussione richiederebbe la predisposizione di una sorta di glossario che consentirebbe di affrontare in modo adeguato le varie questioni. Dello stesso parere Calabrò (AP eletto nella circoscrizione Campania 1).

Roccella avanza alla Commissione la proposta di separare il tema del consenso informato da quello delle dichiarazioni anticipate di trattamento, evidenziando come queste ultime siano la contraddizione del consenso informato, rispetto al quale nel nostro ordinamento non esiste alcuna normativa.

In chiusura Nicchi chiede se abbia senso procedere separatamente all’esame della proposta di legge in oggetto e a quelle in materia di eutanasia, considerata l’affinità dei temi, talmente contigui da non consentire, a suo avviso, di concepire una netta separazione. Le risponde il presidente Marazziti (DS-CD eletto nella circoscrizione Lazio 1) dicendo che le proposte sull'eutanasia sono state assegnate dalla presidenza della Camera alle Commissioni riunite II e XII in quanto contengono delle norme di rilievo penale, ciò giustifica la scelta compiuta in fase di assegnazione. Risposta discutibile, ma tant'è.