eutanasialegale

La storia di Piera

 

Nel novembre del 2012 Marco Cappato accompagnò Piera, malata terminale di cancro al fegato, in Svizzera per ottenere l’eutanasia. Piera, rispondendo all'appello contenuto nella campagna "A.A.A. Cercasi malati terminali", si rivolse a Marco Cappato chiedendo di essere accompagnata alla clinica facendolo dunque esporre a ripercussioni penali che a tutt'oggi non si sono verificate.

Cappato disse: "Sono pronto ad assumermene la responsabilità, anche per il futuro, aiutando chi ce lo chiederà. Voglio e vogliamo, come radicali, denunciare lo scandalo di una legislazione che produce eutanasia clandestina o esilio della morte, per chi riesce ad ottenerli. Con la raccolta firme sulla proposta di legge di iniziativa popolare vogliamo imporre la questione nell’agenda politica: dopo aborto e divorzio, e come dovrebbe essere anche per la droga o la fecondazione assistita, la legalizzazione è l’unica strada per governare problemi sociali immensi che il potere preferisce ignorare".