07-06-2016

Mina Welby si racconta

Mina Welby si racconta

Mina Welby è Co-Presidente dell?Associazione Luca Coscioni. Impegnata sul fronte dei diritti civili, si batte per i temi legati alle scelte di vita e fine vita, per l?autoderminazione della persona, per i diritti dei disabili e delle persone malate.

Articolo apparso su 10wh.it a firma Antonio Romano, fotografia di Francesco Di Summa

Oggi quali sono gli strumenti della lotta politico-sociale-civile?

Lo strumento della lotta è il corpo. Questo lo dico perché sono dell'Associazione Luca Coscioni, e il nostro slogan é proprio "Dal corpo del malato, al cuore della politica", ma è il corpo del disabile, dell'anziano, di qualsiasi persona: la centralità del corpo come gesto.

Cosa perde chi non pratica la cosiddetta “cittadinanza attiva”?

I cittadini non sono solo quelli che rispettano le leggi, ma dobbiamo esercitare l'iniziativa delle leggi. A volte può essere difficile, andare in piazza e chiedere a gran voce delle cose non sempre ha dato successi: ma bisogna insistere. Siamo andati sulla Piazza del Campidoglio perché ci sono stati negati i moduli per il referendum sulle Olimpiadi del 2024 a Roma, e noi Radicali vogliamo che siano i cittadini a decidere. Siamo stati ascoltati. Quindi chi rinuncia alla cittadinanza attiva è come se rinunciasse alla democrazia.

Cosa vuol essere la tua candidatura a Roma e a Milano?

Io sono piuttosto anziana e non mi aspetto di entrare in Consiglio Comunale, anche se l'altra volta è mancato solo un voto per entrare dopo Cappato, insomma non ci è bastato! Ma se dovessi essere eletta, io voglio essere lì per dare corpo agli invisibili, e dare loro anche la forza e il senso di dovere di proporre loro stessi delle cose: c'è l'articolo 4 della Costituzione, che di solito si tralascia, ma che sancisce al secondo comma un nostro dovere veramente grande, che è quello di essere cittadini in pieno, cioè di attivarci per il progresso materiale o spirituale della società.

Secondo te quale di queste affermazioni è la più vicina, quale la più lontana dalla realtà e perché:

a) “L'Italia è il Paese dei diritti (politici, civili, sociali) negati”;
b) “In Italia vige una forma (da definire) di dittatura”;
c) "Il popolo italiano (ricordandoci che quello di “popolo” è un concetto, quindi di per sé ideologico) non chiede con la giusta forza che l'Italia diventi una democrazia matura”.

La dittatura mi sentirei di escluderla del tutto. Mi è un po' difficile adesso dire quale è il più vicino e quale il più lontano dalla realtà attuale, perché credo che in realtà si sia sbagliato da principio. Ieri c'è stata la festa della Repubblica, ma io non credo che la festa della Repubblica sia solo una celebrazione dove si fanno sfilare le forze armate davanti ai politici. Credo che sia una cosa molto diversa. E fin da principio gli italiani dovevano capire che erano importanti loro, che sono cittadini e che i parlamentari che votano sono loro rappresentanti. La realtà non è così e i cittadini sono stanchi di subire la politica. Da decenni non sanno cosa bolle in pentola in parlamento e vengono messi di fronte alla reltà a carte fatte. I padri costituenti hanno fornito lo strumento di controllo, il referendum, per decenni non utilizzato. Fino a quando i cittadini non vengono coivolti nelle discussioni sulle proposte di legge e il parlamento non sente il polso della volontà e dei bisogni dei cittadini, non saremo una democrazia. E i diritti di qualsiasi livello e tipo rimarranno un frutto proibito da conquistare.

Quali sono le limitazioni maggiori alla libertà di ricerca in Italia? E chi ne é il responsabile?

E' il Governo che deve come primo dare sostegno alla nostra ricerca, stanziando fondi adeguati. Ho l'impressione che venga classificata come accessorio, mentre è il motore per la crescita del paese. Sulle tematiche come OGM, ricerca sugli animali, passano troppe false informazioni e leggende metropolitane, per dirlo in breve. Se almeno il legislatore si informasse prima di scrivere leggi liberticide per la ricerca. Inoltre abbiamo il paraocchi integralista che proibisce la ricerca sulle cellule staminali embrionali. L'associazione Luca Coscioni, nella persona della sua Segretaria, Filomena Gallo, ci sta lottando con le unghie e con i denti. La laicità nel nostro paese è in sofferenza.

Mafia Capitale é stata portata alla luce grazie al lavoro di un manipolo di radicali. Qual é, ad ampio raggio, l'effetto che i Radicali hanno sulle Istituzioni in cui sono presenti?

Si, l'effetto è sempre quello di spingere, scavare, contestare, come ha fatto da sempre Marco Pannella. E' una funzione di controllo. Anche la presenza dei Radicali in parlamento nelle file del Partito Democratico aveva la funzione di contestazione, dove si votava non in funzione di legislatori per l'interesse dei cittadini, ma in funzione di interesse partitico. Non si cercò rottura, ma in quel caso si scelse per necessità. Lo stato di diritto ha la precedenza.

Quali sarebbero i principali punti di intervento se venissi eletta a Roma o a Milano?

Per prima cosa mi occuperei dei campi rom, che ogni famiglia venga inserita in luoghi abitativi decorosi, considerando che molto spesso non ci sono solo rom in questi campi, ma anche senza tetto, persone, anche italiani, che hanno perso la casa, che magari hanno vissuto in macchina per un periodo perché hanno subito uno sfratto, poi per soldi devono vendere la macchina e allora sono per strada: bisogna aiutarli, tutti, perché la casa è un diritto di tutti. Tutti hanno diritto ad avere una vita dignitosa, poter mandare a scuola i bambini. I rom non sono emergenza.

Tracciando un bilancio della tua attività, quali obiettivi ritieni di aver raggiunto e quali invece sono ancora di là da venire?

Mah, raggiunto in pieno ancora no! Una buona approssimazione, politicamente, é il registro del testamento biologico. Dopo anni di incontri con i cittadini in molte città in tutta Italia si destarono le amministrazioni comunali e, iniziando dall'oggi ex-X° Municipio, ad oggi sono oltre 160 comuni da nord a sud che hanno istituito il registro per le DAT (Disposizioni Anticipate sui Trattamenti sanitari). Regioni come il Friuli, la Lombardia, il Piemonte, stanno facendo leggi regionali per l'inserimento nella tessera sanitaria delle DAT. L'Associazione Luca Coscioni, dopo una raccolta di quasi 70000 firme in tutta Italia, ha depositato nel settembre 2013 la Proposta di Legge "Rifiuto di trattamenti sanitari e liceità dell'eutanasia". Dall'inizio di febbraio si è discusso su varie proposte di legge sulle DAT e si sono avute delle audizioni in commissione Politiche Sociali. Va tutto molto a rilento. L'ultimo aggiornamento è del 23 maggio. Invece la nostra proposta di legge si è bloccata dal 3 marzo in Commissioni congiunte Giustizia e Politiche Sociali, dopo appena 35 minuti di presentazione. Inoltre ho chiesto alla RAI di trasmettere, in prima o seconda serata, dei programmi di informazione e formazione dei cittadini sul fine vita. Mi sembra non vogliano capire che non bastano semplici accenni in varie trasmissioni, tanto per aver detto qualcosa, ma servono dibattiti con esperti bioetici, medici, giuristi. Intanto rimaniamo in attesa, ma sempre attivi e in ascolto di cosa serve ai cittadini.

Secondo te che margine di miglioramento ha questo Paese, e in che tempi?

Come ho già detto, questo è un Paese lento. Ma io credo che i cittadini sapendo che c'è qualcuno che spinge, che lotta, si attivino. E se votassero un po' più i Radicali!! Ma lo vedremo a breve. Ci sono sul campo le battaglie per i diritti alla cura con la cannabis, oltre che l'approvazione di un disegno di legge per la regolamentazione sull'uso delle droghe.

In che Italia vorresti svegliarti domattina?

No, non vorrei nessun cambiamento così lampante, così veloce. Non me lo potrei aspettare! Sarebbe troppo anche per un sogno, sono troppo realista. Ma non sono una pessimista, non lo sono mai stata, e credo che la cosa che dobbiamo fare é lavorare sui giovani, con i giovani, farli leggere, leggere leggere. Questo é molto importante. Formare gli insegnanti, e che siano maestri laici. E supportare la scuola soprattutto pubblica, ci sono scuole private molto buone, ma che siano laiche. 

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