eutanasialegale

Giovedì, 14 Luglio, 2016 - 14:41
Testamento biologico: si va verso un Comitato ristretto
Continua, dal 4 febbraio, la discussione sul testamento biologico in Commissione Affari Sociali della Camera. Per un buon risultato del dibattito sarà determinante conquistare un'adeguata informazione dei cittadini sull'iter parlamentare. Per questo Matteo Mainardi, coordinatore della campagna Eutanasia Legale, fornisce puntuale sintesi di ciascuna riunione.

Testamento biologico: si va verso un Comitato ristretto

Vuoi ricevere gli aggiornamenti dalla Commissione direttamente nella tua casella email? Iscriviti alla newsletter degli aggiornamenti parlamentari cliccando qui!
 
L’ultima seduta sulle direttive anticipate di trattamento (DAT, il cosiddetto testamento biologico) si era tenuta il 12 maggio. Dopo due mesi la commissione Affari Sociali si è riconvocata per due volte nelle giornate del 12 e 13 luglio, terminando così il dibattito preliminare alla stesura del testo unificato che passerà in discussione.

Nelle sedute dei giorni scorsi hanno preso la parola Murer (Pd eletta nella circoscrizione Veneto 2), Mantero (M5S eletto in Liguria), Nicchi (SI-SEL eletta in Toscana) e Calabrò (AP eletto nella circoscrizione Campania 1). La seduta della Commissione si è conclusa deliberando la nomina, prima della pausa estiva, di un Comitato ristretto per la formazione di un testo unificato. I componenti del Comitato saranno nominati del presidente Marazziti (DS-CD eletto nella circoscrizione Lazio 1) e scelti sulla base dell’indicazione dei gruppi.

Vendendo agli interventi, Murer ha evidenziato positivamente il superamento del clima di forte contrapposizione su questo tema, trovandolo un utile contributo alla definizione di un diritto “mite” così come delineato dalla relatrice Lenzi (PD eletta in Emilia-Romagna) nella prima seduta. Crede sia necessaria la vincolatività delle DAT, la cui stesura non è obbligatoria, e su cui non vede opportunità di prevedere forme di scadenza.

Dello stesso parere Mantero, che segnala come la facoltà di interrompere i trattamenti sanitari, oltre che assicurare la libertà di scelta, può determinare come conseguenza un maggiore ricorso a tali trattamenti, scongiurando il rischio di un rifiuto a priori motivato dal timore dell’irreversibilità della scelta adottata. Ricorda anche come gli esperti sentiti in audizione abbiano chiarito la natura di trattamenti sanitari dell’idratazione e nutrizione artificiale. Conclude evidenziando come, se non si riconoscesse la natura vincolante delle DAT, l’intervento normativo sarebbe privo di scopo.

Anche Nicchi elenca i suoi principi imprescindibili per le DAT: vincolatività, riconoscimento di forme flessibili di dichiarazione, possibilità di rinunciare a idratazione e nutrizione artificiali, tutela penale del medico e centralità della figura del fiduciario.

Solo Calabrò interviene fuori dal coro dicendo che, secondo lui e contro il parere degli esperti auditi, idratazione e nutrizione non sono trattamenti sanitari, quindi non sono rinunciabili. A lui consigliamo di andarsi a risentire gli interventi di D'Avack, presidente del Comitato nazionale di bioetica, Sandri, consigliere della Società italiana di nutrizione clinica e metabolismo, Donatelli, professore ordinario di Filosofia Morale a La Sapienza - Università di Roma, e Scassola, vicepresidente nazionale Ordine dei Medici.

Puoi rileggere tutte le precedenti sedute su Testamento biologico ed Eutanasia cliccando qui!